eddie amplificatori

eddie eddie eddie, ma tu che ampli usi????
allora, il re mida della chitarra distorta ci ha dato conoscenza di vari aspetti dell’amplificazione e vari marchi, tutto grazie alla sua grande immaginazione.

partiamo da un elenco degli ampli:

1) marshall plexi, che smontava personalmentea parte aver trovato poi un tecnico molto bravo che gli ha dato inizialmente una mano, un certo mike soldano.
grazie alle idee di eddie la marshall ha poi nel tempo inserito nella sua plexi un master volume ed aggiunto gain, creando quella che oggi chiamiamo jcm800
https://goo.gl/images/qR730w

 


2) il suo tecnico mike soldano dice, ma ascolta e se ti faccio io un ampli? e fu così che naque la slo 100, il suono simbolo di tutti gli shredder anni 80
https://goo.gl/images/ULQoTB

 


2) poi eddie viene catturato dal fascino di un grande marchio che vuole fare un amplificatore a suo nome, nasce la peavey 5150 e poi la 5150 II, due amplificatori usati ancora oggi negli studi di registrazione rock e metal
https://goo.gl/images/RMyXDK

 

https://goo.gl/images/BcG1l7

 


3) terminata la collaborazione con peavey eddie si lancia nell’imprenditoria creando una partnership tra il suo marchio (evh) e la fender per la creazione di un universo chitarristico a suo nome e nasce così il 5150 iii
https://goo.gl/images/61EkiF

 


ora, fatta la storiella mi concentrerò su quella che è stata la sua testata più significativa, perchè piaccia o no è il suono graffiante e ricco di vh1 quello che tutti ricordano, con quella cattiveria espressa in brani come eruption, atomic punk, etc etc..

quel suono è l’esito di una serie di eventi ed idee del buon eddie.
prima cosa, aveva scoperto che se collegava in serie il canale pulito ed il canale bright della sua plexi e teneva tutto al massimo riusciva ad avere una distorsione abbastanza carica di gain saturando anche le valvole finali. aveva però capito anche che se voleva suonare con quel suono nei locali la cattiveria delle valvole della plexi alimentate da un suono pieno di qualsiasi cosa che le manopole potevano dare avrebbe fatto scappare a gambe levate le persone dai locali con le orecchie sanguinanti per la pressione sonora che quel setup era in grado di sfoderare.

leggenda vuole che vedendo il dimmer di regolazione della luce di casa abbia detto, se regola la luminositá delle lampadine può farlo anche con le valvole, inventanto quello che allora è stato l’uso del variac per modificare la corrente che alimenta le valvole portanto dai 110 americani a circa 90v il piatto valvole
d non molto tempo i produttori di amplificatori hanno iniziato a dotare i loro ampli di sistemi simili per abbassare il wattagvio delle loro b elve da 100w di vetro.
fatto questo era riuscito a mettere quasi sotto controllo la plexi, aveva però ancora un problema, questa cosa abbassava la potenza ma non dava una risposta lineare sul volume e non gli permetteva di avere quello stesso suono quando poi passato agli stadi aveva bisogno di a cora più potenza di quello che una plexi era in grado di produrre, cosa pensò assieme al suo tecnico dell’ epoca? colleghiamo un finto carico alle uscite della testata, portiamo il segnale ad un segnale di linea entriamo con questo segnale dentro un finale di potenza ed il gioco è fatto, così facendo eddie aveva “inventato” due cose:
1) il master volume
2) l’fx loop

la testata diventava infatti niente più e niente meno di un pre valvolare seguito da un finale di potenza.

https://goo.gl/images/L6r5Nx

da quì in poi il sound di eddie è stato dettato da amplificatori sempre più carichi di gain, il grande eddie però nonostante voglia amplificatori pieni di gain usa dei suoni relativamente “puliti” in nessuno dei suoi ampli andrá mai oltre il 50% del gain dispinibile.

eddie è sempre stato un amante dei puliti ricavati da canali crunch abbassando il volume dello strumento. storicamente plexi, slo 100 e 5150 I sono testate monocanale, la 5150 II e la prima serie della 5150 III sono delle due canali dove il pulito può essere un clone del lead con un pochino meno di gain.

solo dalla sconda generazione di 5150 III eddie ha iniziato ad utilizzare un terzo canale clean che può al massimo diventare un crunch blues.

eddie era solito usare un eq tra il preamp ed il finale, per fare un fine tuning delle frequenze basse ed alte.

questa sua abitudine è diventata poi per le frequenze alte il presence nei soldano a cui dalla 5150 di è sempre aggiunto il controllo depth per le basse frequenze che poi è diventato resonance nella 5150 III

quanto queste follie unite all’inimmaginabile controllo e sensibilitá di eddie generino il suo suono sono testimoniate da personaggi del calibro di Nuno Bettencourt degli extreme che in un intervista disse che aveva provato il setup live di eddie e sperava di ottenere finalmente i segreti del suo suono. depressione assoluta fu quella di scoprire che il tutto suonava come nuno però più difficile da gestire e incontrollabile.
al termine di quella intervista nuno disse che alla fine il suono di eddie stá tutto nelle sue mani e nella simbiosi che ha sviluppato con i suoi strumenti a furia di sperimentare e seguire le sue intuizioni.

quindi alla fine come sempre usate il cervello per accendere e spegnere gli strumenti ma a tutto il resto devono pensare il cuore e le mani….

a presto con il terzo ed ultimo capitolo su quello che ho scoperto del suono di eddie…

 

https://goo.gl/images/iLxNzH

https://goo.gl/images/FK1iZb

https://goo.gl/images/A6oXnc

certo queste immagini non danno proprio l’idea di un setup semplice… 🙂