Transistor, valvole e digitale: solo mezzi, nessuna soluzione

Loris Marchiori detto Gomez, dei Romero Power Trio, ci dice la sua sulla ricerca del suono e l’importanza della strumentazione.

 

Premessa

Quanto troverete nelle prossime righe non è frutto di un approccio tecnico all’argomento, ma solo il punto di vista del musicista il quale, nella sua crescita personale, deve porsi l’obiettivo di trovare il proprio suono.

Premetto che il mio rapporto con lo strumento non è assolutamente professionale: il più delle volte non so nemmeno cosa sto combinando su quelle maledette 6 corde :). La mia crescita tecnica e’ sempre stata dettata dalla necessità di esprimere qualcosa per cui avevo bisogno di sviluppare un certo lick o imparare una certa scala. L’ho sempre fatto nella contingenza perché il mio approccio e’ quello del cantautore, ed ho sempre visto lo strumento con un mezzo e non il fine.

Il fine è sempre quello di comunicare qualcosa di noi stessi attraverso i suoni, per donare e per ricevere dal pubblico ciò che nessuna scala eseguita alla velocità della luce ti può dare. Non sono contro la masturbazione, ma ogni tanto è bene fare anche all’amore, pretendendo dall’esercizio onanistico solo un maggior controllo della performance.

 

Dove nasce il suono di un chitarrista? ( secondo me)

Per affrontare un discorso su transistor e valvole è bene chiedersi da dove nasca il suono.

E che se ne dica, il suono nasce nella vostra testa, passa attraverso la confidenza con il vostro strumento, ed esce attraverso le mani: solo in un secondo momento affronta il viaggio tra valvole transistor e schede digitali. NON SUONERETE MAI QUALCOSA CHE NON SIETE PRIMA IN GRADO DI CANTARVI IN TESTA ergo:

Non avrete MAI il vostro suono se prima non lo sentite dentro di voi.

E dopo le mani?

Abbiamo detto che il suono è nelle mani: continuando il nostro viaggio incontreremo del legno e dei pick-up prima di affrontare spire  e circuiti. Lo strumento giusto NON esiste, ma ci sono dei modelli che sono così entrati nelle orecchie di tutti i musicisti che non si possono non tenere in considerazione. Ne citerei 4 per restare sull’elettrico:

  • GIBSON STANDARD
  • GIBSON SG
  • TELECASTER
  • STRATOCASTER

Anche qui è ovviamente riduttivo. Troppe le varianti a disposizione.

Tuttavia queste 4 leggende hanno in comune 2 cose: suonano di legno e hanno elettroniche con segnali di uscita bassi, in sostanza TE GHE DA DARGHENE!!

È ciò non significa che da domani si suona solo powerpunkslazehardcoresventrapapere, bensì che abbiamo uno strumento con una gamma di suoni ampia, che fornisce la possibilità di gestire le dinamiche. E gestire le dinamiche è, a mio modesto parere, ciò che differenzia uno che suona da un musicista.

Quindi, se lo strumento ha grande dinamica fa né più né meno di ciò che tu sei capace di fare, il che è molto figo ma anche molto difficile perché questi mandolini non ti parano le chiappe se non hai abbastanza botta o non sai essere delicato quando è il momento.

 

Bene, e l’ampli?

Se avete a disposizione SUONO perché avete le mani e uno strumento dinamico, non castrate tutto questo con l’ampli sbagliato. Il transistor non può essere quello che vi serve semplicemente perché  vi dà un range di suono molto limitato al di fuori della qualità. E adesso un altro pippone sul valvolare… già perché anche qui bisogna approfondire la cosa. Per esempio una Plexi da 100w o un Rectifier (a meno che non suonate negli stadi) vi danno pochissimi vantaggi perché hanno volumi ingestibili per piccoli ambienti e il volume per la valvola è tutto: saturare aumenta l’attacco, aumenta le sfumature e i colori del suono e vi permetterà di ridurre notevolmente la distorsione.

Perché ridurre la distorsione? Beh, sono convinto che la semantica aiuti il più delle volte, e distorcere non aiuta il messaggio, lo dice la parola stessa. Fortunatamente negli anni molte case produttrici hanno intrapreso la strada di produrre testate valvolari a basso wattaggio e vi posso assicurare che un 20 watt in classe A è più che sufficiente per sfondare i timpani più resistenti (e vi ringraziera’ anche la vostra schiena).