Valvolari ed effetti – ancora alla ricerca del sound

Il seguito dell’articolo sulla ricerca del proprio sound, scritto da Loris dei Romero Power Trio

In commercio, anche nel valvolare, ci sono diversi approcci: 2/3/4 canali, reverberi a molla o digitali, multieffetto e chi più ne ha più ne metta. Io vi consiglio i monocanali: meno roba c’è e meglio è.

Qualcuno di voi si chiederà: “Ok ma se uso un distorto e poi mi serve il pulito?” Semplice: avete un volume sullo strumento avete un volume nelle mani e se avete pure un valvolare – come abbiamo detto sopra – avete tutti gli strumenti per passare sullo stesso canale da una distorsione ad un pulito magari con quella punta di sporco che a me sinceramente risveglia i sentimenti.

Guardate video di grandi chitarristi: una cosa che fanno TUTTI (e che invece vedo pochissimo fare dai non pro) è usare quei cazzo di potenziometri e gli switch dei pick up. LI AVETE PAGATI e vi posso assicurare che servono.

Una cosa è giusto ammetterla, tuttavia: la tecnica suggerita per passare da distorto a pulito ha un limite…il suono tende un po’ a chiudere e perdere di brillantezza. Ma ci sono soluzioni semplici e poco onerose per ovviare al problema modificando i potenziometri. E se poi siete proprio dei culi comodi ci sono dei pazzi che fanno pedali artigianali per la riduzione del volume e modifiche custom (tipo i disperati di AngryDonkey).

Se badate bene, quanto descritto va nella direzione di avere 1 suono e sfruttarne tutte le sfumature. Contate quanti suoni avete a disposizione solo con le combinazioni di pick up i toni i volumi e il vostro controllo di dinamica. Sono almeno 5.

Equalizzatori, valvole ed effetti

Un altro vantaggio che io ho trovato nell’usare valvolare a basso wattaggio è la risposta dell’equalizzazione. Infatti quando il suono è aperto e nitido ho l’impressione che si percepiscano meglio le variazioni dell’equalizzatore.

Anche qui ho un appunto: molto spesso sento la frase “si ma io ho la mia equalizzazione”.

A mio avviso è un po’ una cazzata e mi spiego meglio: l’equalizzatore dovrebbe essere usato per riprodurre il proprio sound in ambienti sonori diversi. Alcuni chiameranno più frequenze alte, basse o medie, per cui pensare di avere un’equalizzazione standard x ogni occasione è un po’ ingenuo e denota una poca consapevolezza del proprio suono.

Alcuni ampli oltre all’eq standard hanno anche il famoso “Presence”, che io non amo ma se usato a dovere è molto utile per mettere a punto il suono in ambienti acustici diversi.

State lontani da equalizzatori grafici e affini: mi hanno sempre dato l’impressione di essere più cosa da fonico che da chitarristi…insomma la semplicità paga.

Reverbero

Sul reverbero integrato nella testata o meno è una questione di scelte. Io adoro gli ambienti e il mio valvolare ha il reverbero a molla che mi piace parecchio. Non ultimi ci sono dei pedali digitali che sono ottimi e sfido chiunque a riconoscere la differenza tra un reverb analogico e digitale. E qui apro un’altro mio personale pensiero… non è che perché ho fatto la scelta analogica allora tutto la mia strumentazione lo debba essere. L’obiettivo è e resta sempre e solo il Tuo suono eccheccazzotenefrega se a produrlo è una valvola o 2 criceti che corrono sulla ruota, il mio amore per il valvolare e per un certo tipo di chitarre è dovuto all’ampiezza di possibilità che questa combinazione è in grado di regalare.

La pedaliera

Soprattutto per i più giovani. NON PENSATE DI RISOLVERE I VOSTRI PROBLEMI DI SUONO CON I PEDALI. Se il suono è corrotto alla fonte, i pedali lavoreranno su un errore. È un po’ come quando chiudono le buche in tangenziale che poi si riaprono alla prima pioggia. Anche economicamente parlando, investite sul suono di partenza e guardate ad ogni pedale come occasione per dare un colore in più al vostro suono di base, non come un sostituto o una pezza. Se investite sulle vostre mani dovreste essere in grado di fare in acustico tutto ciò che fate in elettrico.

Poi i pedali possono essere analogici, digitali, macrobiotici e vegani…soprattutto per quelli usati in send/return, che io chiamo di colore, è tutto lasciato al vostro gusto.

Non abbiate paura del digitale: se Page li avesse avuti ne avrebbe usati a pacchi, anche perché se li usate in send/return la pasta del suono sarà comunque analogica. Sulla gestione del S&R io adoro quelli che hanno il miscelatore con il pre. La risposta è la fusione del suono con il pedale ed è in questo caso ottimale.

Tanti pedali o pochi pedali?

Qui una risposta non c’è. Personalmente resto sempre basito nel vedere certe astronavi di pedaliere e certi chitarristi che sembrano la Fracci a forza di saltellare E IL SUONO NON CAMBIA nonostante i ripetuti saltellamenti sui pedali. Insomma, io la vedo così: quando state per comprare un pedale e fate il pensiero “questo mi darà quella puntina di in più…” chiudete il portafogli, fatevi una birra e mettetevi a suonare.