laccatura nitro

I Potenziometri (questi sconosciuti)

Quelle strane manopoline sui nostri strumenti, praticamente inutili per chi suona metal o simili, usate spesso molto poco e a volte per nulla o male.

Iniziamo a capire cos’è un potenziometro

anatomia di un potenziometro

anatomia di un potenziometro

Un potenziometro è un componente che è in grado di opporre una resistenza variabile al passaggio di un segnale. Insomma è come la spina della birra: più la tiri verso di te meno tempo ci metterai a riempire il boccale vuoto!

Ci sono dei vincoli però:

  • il valore della resistenza variabile
  • la risposta della resistenza (lineare o logaritmica)

Il valore rappresenta la resistenza massima che quel potenziometro sarà in grado di opporre al segnale: ad esempio un potenziometro da 250kohm sará in grado di variare tra 0 e 250kohm.

I valori comunemente usati sulle chitarre sono:

  • 250 kohm su p.up single coil (standard strato e tele)
  • 500 kohm su p.up humbucker
  • 25   kohm circuiti attivi (standard p.up emg)
  • 300 kohm gibson les paul

valori usati ma non così popolari:

  • 1 mohm o 1000 kohm: p.up passivi dall’elevata uscita
  • 400 kohm: usati su alcune Les Paul per avere una via di mezzo tra i 300 ed i 500

Niente paura, al solito dipendetutto dalle vostre sante manine con cui reggete l’amato boccale di birra!

Eddie Van Halen ad esempio sulle sue Wolfgang dotate di p.up belli potenti usa dei potenziometri da 250 kohm.

Allora che valore scelgo?

In linea generale usate gli standard sopra proposti e poi sappiate che potete sperimentare tenendo a mente che più alto sarà il valore più si arricchirá il vostro boccale di schiuma, ehm pardon, il vostro suono di alti…

la risposta invece è un parametro su cui sperimentare non ha molto senso, ma non è vietato.

Intanto che differenza c’è tra lineare e logaritmico?

La differenza sta nella curva di valori di resistenza che il potenziometro assume durante la sua corsa da tutto aperto a tutto chiuso.

Ecco le differenze tra le curve. Notate come i pot commerciali (non audio) abbiano un taglio di curva differente e meno "morbido"

Ecco le differenze tra le curve. Notate come i pot commerciali (non audio) abbiano un taglio di curva differente e meno “morbido”

Mentre il potenziometro lineare ha un decremento costante, il logaritmico segue una curva che lo fa agire molto più repentinamente verso il fine corsa. L’orecchio umano non ha una curva di sensibilità lineare, per cui i potenziometri logaritmici possono servire in certi casi a compensare la percezione di gradualità del controllo di volume o di tono.

In linea generale è buona norma usare un potenziometro logaritmico per il volume ed un lineare per i toni.

Bene, adesso sapete piú o meno di cosa si parla quando si parla di quelle maledette manopoline.

Ora, se avete letto l’articolo del buon Gomez, saprete che nella musica del dimonio (e non solo) la dinamica è buona parte dell’espressività e della tecnica. Insomma, per avere dinamica pero bisogna saper massacrare le corde con colpi degni del martello di Thor ma anche con la delicatezza necessaria a spostare una piuma senza toccarla.

Se poi il genere che suonate vi permette di avere dei puliti un pochino sporchi vi potrete divertire a giocare con il suono abbassando leggermente il volume dello strumento.

Il bello del pulito sporco ripulito abbassando il volume (scusate il gioco di parole) sta nella maggiore ricchezza di armoniche. Se poi fate questo gioco con un valvolare avrete anche tutta la “ciccia” delle valvole a vostro sostegno..

Attenzione però: così come valori molto alti sui potenziometri “aprono” alle frequenze alte, di contro, abbassando il volume, perderete un po’ di quelle frequenze.

Non rimanete delusi, esiste una soluzione di cui parlerò approfonditamente in altri articoli…

nel frattempo buone suonate e ciao a tutti da Frank

Nota di Albe: maledetti chitarristi, e non vi chiedete nemmeno cosa sia un Ohm, o come si definisca la resistenza in elettronica? A breve anche un articolo tecnico sulle resistenze, sciagurati!